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Il progetto ImmiBridge


Il mercato del lavoro della bergamasca rappresenta un forte polo di attrazione per il fenomeno immigratorio. La presenza di una consistente popolazione straniera sul territorio implica,  per l'ente Provincia, il dover prendere in considerazione le dinamiche sociali, economiche e lavorative che il fenomeno comporta al fine di ridurre il gap tra "cittadinanza economica" e "cittadinanza sociale". Poiché l'integrazione e l'esercizio dei diritti di cittadinanza passa anche dalla possibilità di accesso ed effettivo utilizzo dei servizi da parte della popolazione straniera, elementi qualificanti di un governo del fenomeno sono quelli relativi all'inclusione/integrazione sociale, e quelli più specificatamente lavorativi finalizzati all'acquisizione di competenze professionali mirate ai singoli profili professionali ed alle informazione/formazione alla legalità ed alla sicurezza nei luoghi di lavoro.

Un settore maggiormente ricettivo della manodopera straniera è il settore dell'edilizia che con il settore meccanico rappresentano il più grosso bacino di assunzione in bergamasca che su un totale di 2700 imprese artigiane con 7500 operai, ha una incidenza di presenza straniera del 30%.

Una delle aree formative di cui si sente la necessità di presidio è quella relativa al D.l. 626/1994 sulla sicurezza.

E' naturale supporre che le cause di infortunio possano anche essere legate alla mancata conoscenza della lingua, dei sistemi di sicurezza e di prevenzione sui luoghi di lavoro.

Il problema non è solo linguistico ma anche legato ad una cultura di appartenenza: i due fenomeni sono l'uno la diretta conseguenza dell'altro; la mancata comprensione porta a riunirsi per etnie (per usare lo stesso registro linguistico) ed usare il connazionale più pronto come "mediatore" di tutti i bisogni. Da quì il rinchiudersi nello stesso gruppo, la difficoltà ad interagire con le varie componenti del settore lavorativo e quindi un meno rapido processo di integrazione e di partecipazione al sistema nazionale.

Le attività qualificanti del progetto sono: formazione alla legalità ed alla sicurezza nei luoghi di lavoro, corsi d'italiano suddivisi per moduli base con micro lingua di settore intermedio, sulla cultura italiana e corsi professionalizzanti per addetti settore edilizia.

In particolare verranno realizzati 21 corsi di formazione di cui 7 di lingua italiana specifico per il settore edile, 7 di cultura e sicurezza sui posti di lavoro e 7 per ponteggi in edilizia che avranno valore abilitante alla professione secondo più recenti, riferimenti normativi L.R. n.19/2007 e D.G.R. 13/02/2008 n.6563 "Indicazioni regionali per l'offerta formativa in materia di istruzione e formazione professionale".

I destinatari dei corsi sono 320 cittadini di paesi terzi sia occupati che disoccupati, residenti in Italia da non più di 5 anni.

Le attività si propongono di conseguire i seguenti obiettivi:

sviluppare una cultura della sicurezza sul lavoro per migliorare i livelli di salubrità e salute

promuovere la cultura della prevenzione degli incidenti sui luoghi di lavoro

permettere l'acquisizione delle competenze linguistiche-relazionali sufficienti per intraprendere dei percorsi formativi volti a sostenere la permanenza ed il migliore posizionamento dei lavoratori per un più consapevole progetto di vita

contribuire allo sviluppo delle risorse umane delle imprese bergamasche, anche nell'ottica di una loro maggiore competitività sui mercati

innovare le competenze e le prassi formative a livello settoriale e territoriale anche con attenzione alle metodologie didattiche attive e interattive

migliorare la qualità, l'accessibilità e l'attrattiva delle possibiltà di formazione e di istruzione

valorizzare la bilateralità per la qualificazione della formazione attraverso il coinvolgimento attivo delle parti economico/sociali.

 


segreteria.fse@provincia.bergamo.it